COMITATI: “SUL TELERISCALDAMENTO TUTTO TACE? NOI CONTINUIAMO A VIGILARE”

VALMADRERA – Siamo ormai a dicembre. Dai media si era appreso che entro novembre sarebbero pervenuti i progetti relativi all’ “operazione Teleriscaldamento” confezionati dalle società che avrebbero superato la prima fase della gara europea di assegnazione. Sui contenuti di tali progetti non sono, almeno per ora, filtrate indiscrezioni ma in compenso l’attesa si è fatta sempre più vigilante.

È proprio rispetto alle presunte caratteristiche ambientalmente virtuose delle possibili fonti termiche alternative (sinora mai del tutto individuate) all’attuale incenerimento ( sostituibile secondo le dichiarazioni entro il 2032) che ruota la coerenza di tutto il progetto. Infatti è proprio in ragione dei presunti miglioramenti emissivi che questa milionaria operazione è stata, a detta di molti, congegnata per far “digerire” a cittadini ed amministratori ancora per svariati anni l’attività di combustione dei rifiuti presso il forno inceneritore di Valmadrera.

Nell’opinione pubblica, non solo provinciale, stanno però intensificandosi dubbi e perplessità sulla reale virtuosità dell’operazione, ben oltre le fondate critiche di associazioni e cittadini che da anni si battono per il tempestivo avvio di soluzioni strutturalmente alternative che potrebbero eliminare quasi completamente la combustione inquinante e i relativi effetti su salute e ambiente. Soluzioni del resto già applicate con successo in vari altri territori e che non giustificherebbero il mantenimento in funzione del forno.

Oltre alle voci del CLRZ (Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero, composto da ben 13 realtà associative) ed alle nostre, anche quelle di Legambiente provinciale hanno espresso ben più di una preoccupazione circa la nebulosità dei preannunciati “benefici”, chiedendo pubblicamente effettive garanzie. Addirittura l’ex presidente di Legambiente Lecco Alessandro Ghioni, da poco nominato nel consiglio di Amministrazione di Silea, si era spinto pubblicamente a schierarsi, in caso di non effettiva virtuosità ambientale delle fonti alternative, per “l’immediata revoca della concessione allo sfruttamento del sottosuolo”, essenziale per gli scavi e la posa in opera degli impianti e delle tubazioni del Teleriscaldamento nei tre comuni interessati. Ci aspettiamo coerenza d’azione. Virtuosità tutt’altro che dimostrabili se si utilizzassero come fonti la combustione del gas e delle biomasse, nascondendosi magari dietro espedienti e classificazioni terminologiche di pura facciata. Peraltro, a quanto si sa, l’aggiudicazione definitiva sarebbe subordinata al rispetto di effettive virtuosità ambientali. Pena il non decollo del progetto come in tanti da tempo ci auguriamo”.

Per fornire un’immediata idea dell’enorme incidenza climalterante delle attuali emissioni
dell’inceneritore, uno delle più grandi fonti emissive provinciali, basta tener presente questi due dati: 123 milioni di kg sono le emissioni annuali (dati ARPA relativi al 2015 : 123.000 tonnellate) mentre “un albero di medie dimensioni assorbe ogni anno circa 6 kg di CO2” (dal P.A.E.S.C. 2030 – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima – del comune di Lecco). Quindi occorrerebbero circa 20 milioni di alberi per “compensare” le emissioni annuali del Forno inceneritore , secondo i dati del 2015 ora sicuramente maggiori.

E non ci si venga a dire, come sostenuto pubblicamente dal neo presidente di Silea Domenico Salvadore, che “Chiudere il forno è oggettivamente impossibile: oggi questa è la tecnologia più avanzata”. Ma allora al Consorzio Contarina cosa ci sarebbero andati a fare nel maggio scorso Silea ed i sindaci dei nostri Comuni? Consorzio che “serve” circa 500.000 cittadini trevigiani registrando attualmente una raccolta differenziata dell’ 86% e con l’obiettivo di raggiungere nel 2022 ben il 96,7%?

E sulla reale volontà di applicare in tempi rapidi una diffusa Tariffazione Puntuale basterebbe ricordare, a fronte della circoscritta fase sperimentale recentemente annunciata, che se ne parla già dal 2015!
Quindi il consiglio per tutti è quello di continuare a vigilare!

Comitato Lecchese Acqua Pubblica e Beni Comuni e Rete Consiglieri Informati

 

 

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