'LA NOSTRA FAMIGLIA': AGOSTO IN PRESIDIO. PER DIFENDERE IL CONTRATTO UN FLASHMOB COLORATO – Civate News





‘LA NOSTRA FAMIGLIA’: AGOSTO IN PRESIDIO. PER DIFENDERE IL CONTRATTO UN FLASHMOB COLORATO

BOSISIO PARINI – Un presidio quotidiano, dal 10 al 31 agosto, davanti all’ingresso della struttura. È così che i lavoratori de La Nostra Famiglia – 2.400 in tutta Italia e 800 nella sola provincia di Lecco, che vede a Bosisio la struttura più grande – hanno deciso di manifestare il proprio dissenso per la modifica unilaterale del contratto di lavoro. “Tutto parte da gennaio – spiega il rappresentante Cgil Catello Tramparulo – da una lettera della dirigenza a tutti i dipendenti”.

Quattordici anni attesi invano, insomma, per il rinnovo del contratto nazionale della sanità. Invece di ottenere l’adeguamento previsto, i lavoratori si sono visiti sottoporre condizioni peggiorative, che vanno a incrementare il numero di ore e a modificare i tabellari con retribuzioni inferiori, oltretutto senza tenere conto del fatto che La Nostra Famiglia non svolge solo attività di riabilitazione, ma anche di formazione e di ricerca.

“Da bilancio sono emersi alcuni punti di criticità – prosegue Tramparulo – noi come sindacato siamo pronti ad affrontarle, l’importante è che non si intenda fare cassa sui lavoratori. Il rischio gravissimo è di compromettere il rapporto dei dipendenti con l’azienda, un aspetto molto importante per chi lavora in un settore così delicato”.

Il senso di appartenenza, la condivisione e collaborazione degli operatori non sono mai mancati… come sono ripagati?” si legge infatti in uno dei cartelloni affissi dai manifestanti.

Il 24 agosto, ancora su iniziativa della Cgil, in tutta Italia ci saranno i presidi della sanità privata davanti alle prefetture.

Gli ombrelli colorati sono il vessillo della nostra presenza – precisa Marina Crippa, delegata Rsu – nonché uno strumento per garantire il distanziamento sociale e per proteggerci dal sole di agosto: soprattutto in questo momento, in cui molti lavoratori sono in ferie, non intendiamo abbassare la guardia”.

Silvia Polvere

 

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