UNA MATINÉE D’AUTUNNO ALLA SCUOLA INFANZIA E CENTRO PRIMA INFANZIA “EMILIO NAVA” DI CIVATE

CIVATE – L’aria frizzante di ottobre ha portato con sé un’esperienza autentica e coinvolgente per i bambini della Scuola dell’Infanzia Emilio Nava di Civate: un momento in cui la comunità locale si è riunita all’esterno del plesso per celebrare la stagione, il profumo della tradizione e la meraviglia della scoperta. All’esterno della scuola, le “Penne Nere” – i componenti del gruppo alpino del luogo – hanno preso posto accanto a un antico braciere: una macchina rotonda che gira lentamente sul fuoco per cuocere le castagne. Il fumo leggero, il crepitio delle braci, la danza delle foglie d’autunno intorno davano vita a un’atmosfera quasi fiabesca. I bambini, incuriositi, si avvicinavano uno dopo l’altro: occhi spalancati, nasi all’insù, sorrisi sulle guance.

In un gesto semplice ma ricco di significato, i piccoli hanno partecipato attivamente: sotto la guida delle maestre e degli alpini, hanno contribuito a sbucciare le castagne, a staccare la pellicina bruna, a raccoglierle in cestini di vimini. Il calore del fuoco, il profumo intenso delle castagne arrostite, il compiersi della trasformazione: da chicco crudo a frutto caldo e fumante. Un’esperienza multisensoriale che unisce educazione, tradizione, comunità.

In quel momento, la scuola non era solo un luogo di apprendimento formale, ma un teatro di memoria e futuro: le “Penne Nere” con le loro divise, la presenza silenziosa ma presente della comunità alpina, e i bambini che diventano protagonisti. Il braciere che gira, le castagne che scoppiettano, i grappoli di foglie autunnali che svolazzano intorno, tutto ricorda che l’infanzia ha bisogno di esperienze concrete, tattili, collegate al tempo e al territorio.

Proprio lì, nel grande giardino della scuola – un ampio spazio all’aperto attrezzato per il gioco e la scoperta, inserito nella struttura della scuola che accoglie sezioni di infanzia e nido. Le educatrici hanno colto l’occasione per stimolare nei bambini domande semplici ma fondamentali: “Da dove viene questa castagna?”, “Perché si arrostisce così?”, “Quale profumo ti ricorda?”. E sono spuntate risposte poetiche: il legno che fuma, la pelle che scoppietta, l’autunno che bussa alla porta.

Dal punto di vista pedagogico, l’iniziativa risponde pienamente alle finalità dichiarate della scuola: mettere il bambino al centro, stimolare la curiosità, promuovere esperienze di apprendimento attivo e vissuto. Si rafforza il legame tra la comunità educativa – famiglie, docenti, realtà locali – e l’ambiente naturale e sociale che ci circonda.

In conclusione: quell’esperienza di caldarroste all’aperto ha lasciato un segno nei bambini – non solo per il gusto dolce e caldo delle castagne, ma per la memoria dell’incontro, della scoperta, del proprio posto in una comunità che si prende cura di loro. Un piccolo rituale d’autunno che diventa grande occasione di crescita.

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