I MAGNIFICI 7 DI VALMADRERA: CINQUANT’ANNI DOPO, IL RITORNO DI UN’IMPRESA INDIMENTICABILE

VALMADRERA – Era il 1967 quando sette ragazzi di Valmadrera, allora studenti della scuola media “Lucio Bruno Vassena”, portarono il loro piccolo paese alla ribalta nazionale vincendo il celebre quiz televisivo della RAI “Chissà chi lo sa?”, condotto da Febo Conti. Oggi, a distanza di quasi sessant’anni, quei ragazzi — ormai uomini maturi, con alle spalle carriere, famiglie e vite molto diverse — si sono ritrovati per rivivere insieme quel capitolo straordinario della loro giovinezza.

Il loro incontro è avvenuto a Valmadrera, nella sala dell’UNI3, davanti a un pubblico emozionato e curioso. Sulle sedie del palco sedevano Alfredo Vassena, Luigi Crimella, Italo Dell’Oro, Luigi Rusconi, Enrico Butti, Massimo Valenti e Silvano De Maria: i protagonisti di una storia che, per una generazione, fu motivo di orgoglio e di ispirazione. Alcuni di loro non si vedevano da decenni; altri erano rimasti in contatto, ma tutti hanno raccontato che quel momento televisivo li ha uniti per sempre.

Ripercorrendo i ricordi, hanno parlato delle lunghe giornate di preparazione nella vecchia scuola, delle lezioni con la professoressa Elisabetta Redaelli e del sostegno instancabile di don Giacomo Cossa. Hanno ricordato l’arrivo negli studi RAI di Milano, l’emozione delle luci e delle telecamere, la voce inconfondibile di Febo Conti e quella sensazione di trovarsi in un sogno. “Non capivamo bene cosa stesse succedendo — ha raccontato uno di loro — ma sapevamo che dovevamo dare il massimo per rappresentare Valmadrera”.

La vittoria arrivò inaspettata e travolgente. I Magnifici 7 riuscirono a superare la squadra di Milano con una prestazione impeccabile, conquistando l’affetto del pubblico televisivo e l’orgoglio del loro paese. Quando tornarono a casa, ad attenderli c’era una festa memorabile: il cinema parrocchiale gremito, il sindaco che consegnava attestati di merito, le campane che suonavano a festa e tutta Valmadrera stretta intorno a quei sette piccoli eroi.

Nel loro recente incontro, tra sorrisi e commozione, hanno ricordato anche come le loro vite siano poi cambiate. Alcuni hanno seguito carriere professionali di successo, altri hanno dedicato la vita alla famiglia o alla comunità. Italo Dell’Oro, diventato sacerdote e oggi residente negli Stati Uniti, ha collegato il suo intervento in videoconferenza, raccontando con emozione come quella vittoria giovanile abbia influenzato il suo cammino di fede e di vita.

La serata si è conclusa con un lungo applauso del pubblico e un pensiero condiviso da tutti i presenti: la consapevolezza che quella storia non appartiene solo ai suoi protagonisti, ma all’intera comunità di Valmadrera. “Eravamo solo ragazzi — ha detto uno dei Magnifici — ma in quei giorni abbiamo capito che anche da un piccolo paese si può arrivare lontano, se ci si crede davvero.”

Oggi, quell’episodio è molto più di un ricordo: è un simbolo di appartenenza, di amicizia e di orgoglio collettivo. E mentre le luci della sala si spegnevano, qualcuno tra il pubblico mormorava sorridendo: “Sono passati sessant’anni, ma per noi restano sempre magnifici.”

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