MOSTRA DI PITTURA IN RICORDO – OMAGGIO A GIOVINAZZO, RONZANI, BADONI

VALMADRERA – Una mostra che è insieme memoria, gratitudine e celebrazione della creatività: così Valmadrera si prepara a rendere omaggio a tre artisti che hanno lasciato un segno profondo nella vita culturale della città. Agostino Giovinazzo, Domenico Ronzani e Simone Kramer Badoni, protagonisti per anni del laboratorio di pittura del Centro Culturale Fatebenefratelli, vengono ricordati attraverso un’esposizione che ne raccoglie opere, percorsi e sensibilità artistiche.

L’iniziativa nasce dall’impegno dell’Assessorato alla Cultura e dalla volontà di mantenere vivo il ricordo di chi aveva trasformato il laboratorio di pittura in un luogo di incontro, condivisione e crescita. Per oltre vent’anni, infatti, quel laboratorio — guidato con passione da Rosalba Citera — ha rappresentato molto più di uno spazio formativo: è stato un ambiente in cui persone diverse si sono sentite parte di un’unica comunità creativa, dando vita a numerose esposizioni che hanno animato non solo Valmadrera ma anche altre località del territorio lecchese.

La mostra si apre sabato 6 dicembre alle 10.30 nella Saletta “Antonio Fortu” del Centro Culturale Fatebenefratelli, con un momento inaugurale che vuole essere prima di tutto un gesto affettuoso nei confronti dei tre artisti scomparsi. Le opere resteranno esposte fino all’11 dicembre, visitabili ogni pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30, con ingresso libero. Al termine dell’inaugurazione è previsto anche un rinfresco, pensato proprio per ricreare quel clima di familiarità e vicinanza che aveva caratterizzato il laboratorio per tanti anni.

Ciò che emerge da questa esposizione non è solo il ricordo di tre persone, ma la testimonianza di un percorso collettivo che ha arricchito il tessuto culturale della città. Le tele, i colori, gli stili diversi raccontano la ricerca personale degli artisti, ma richiamano anche la forza di un gruppo che ha saputo condividere tecniche, emozioni, amicizia e passione.

La mostra diventa così un invito a riscoprire la bellezza dell’arte fatta “dal basso”, coltivata nella quotidianità, in un ambiente che non ha mai puntato solo al risultato estetico ma al valore umano dell’espressione creativa. Un omaggio che parla di memoria, ma anche di appartenenza: perché l’arte, quando nasce da una comunità viva, è capace di continuare a parlare anche quando i suoi autori non ci sono più.

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