CIVATE E VALMADRERA UNITI IN THE ARMED MAN: UNA GRANDE MESSA PER LA PACE

CIVATE/VALMADRERA – Un appuntamento di grande intensità artistica e civile attende le comunità di Valmadrera e Civate: sabato 24 gennaio 2026, alle ore 21, la Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate ospiterà l’esecuzione di The Armed Man: A Mass for Peace, la celebre messa contemporanea per la pace composta da Karl Jenkins. Un’opera che, a più di vent’anni dalla sua creazione, continua a parlare con forza al nostro tempo.

Scritta nel 1999 e dedicata alle vittime del conflitto in Kosovo, la composizione di Jenkins intreccia testi liturgici cristiani con parole provenienti da diverse tradizioni religiose e culturali. Un mosaico di voci che denuncia l’assurdità della guerra e invita a un cammino condiviso verso la pace. La musica, con la sua potenza evocativa, diventa così strumento di dialogo e riflessione.

A interpretare l’opera sarà la Corale San Pietro al Monte di Civate, guidata dal maestro Cornelia Dell’Oro, affiancata dalla voce solista di Barbara Valsecchi e dalla voce narrante di Matteo Vercelloni. L’Orchestra Antonio Vivaldi, diretta dal Maestro Ernesto Colombo, completerà un organico capace di restituire tutta la profondità emotiva della partitura.

L’iniziativa, a ingresso libero, è sostenuta da Regione Lombardia, dai Comuni di Valmadrera e Civate, dall’Oratorio San Luigi e da numerose realtà del territorio. Un segnale importante di collaborazione istituzionale e culturale, che sottolinea il valore di un evento pensato per coinvolgere l’intera cittadinanza.

In un periodo storico segnato da conflitti e tensioni internazionali, la scelta di proporre The Armed Man assume un significato ancora più attuale. Il concerto non si limita a offrire un’esperienza musicale di alto livello, ma invita a una riflessione collettiva sulla responsabilità di costruire un futuro di convivenza e rispetto reciproco.

La serata del 24 gennaio si preannuncia dunque come un momento di grande partecipazione e consapevolezza, in cui la musica diventa voce di un desiderio condiviso: trasformare la memoria del dolore in un impegno concreto per la pace.

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