ROBERTO MANCINI VUOLE RIPORTARE L’ITALIA IN ALTO

Con la mancata qualificazione ai Mondiali del 2018 che si sono disputati in Russia, il calcio italiano ha probabilmente toccato il punto più basso della propria storia, passata e recente. Erano già otto anni che la nostra Nazionale non riusciva ad esprimersi ad alti livelli e ciò era stato testimoniato anche dalle sfortunate partecipazioni ai Mondiali in Sud Africa nel 2010 ed in Brasile nel 2014, entrambe concluse con un’eliminazione ai gironi. Il recente tracollo contro la Svezia sembra tuttavia aver finalmente smosso le acque ed il nuovo CT Roberto Mancini ha compreso che il nostro calcio ha bisogno di ripartire da zero.

L’inizio di un nuovo ciclo

Ripartire da zero: è proprio quello che ha pensato Mancini nel momento esatto in cui è stato scelto per condurre la nostra Nazionale alla rinascita. Se è vero che, per questioni meramente anagrafiche, buona parte del nucleo storico degli azzurri ha dovuto necessariamente farsi da parte, è altrettanto vero che a Mancini va riconosciuto l’indubbio merito di aver avuto il coraggio di rischiare. L’allenatore di Jesi ha osato, e l’ha fatto dando fiducia a calciatori che, sebbene si fossero messi in evidenza nelle proprie squadre di club, di fatto non avevano ancora alcuna esperienza in campo internazionale. Chiesa, Barella, Sensi, Kean e Luca Pellegrini sono tutti giovani estremamente interessanti che, tuttavia, si stanno appena affacciando sui grandi palcoscenici. Ciononostante, tutti questi calciatori hanno ripagato sin da subito la fiducia che Mancini ha riposto in loro ed è anche grazie a loro se dando un’occhiata alle quote sul calcio la Nazionale azzurra è già praticamente certa della qualificazione ai prossimi Europei itineranti.

La necessità di imparare dagli errori del passato

Se è vero che un girone in cui Grecia e Bosnia sono di gran lunga gli avversari più temibili non è un girone impossibile, è altrettanto vero che nel recente passato l’Italia è andata in difficoltà contro avversari di rango ancora inferiore. Calciatori stanchi e poco motivati, poche idee nella costruzione della manovra, scarsa intesa tra gruppo, allenatore e dirigenza, avevano causato l’ormai noto tracollo contro la Svezia. All’esito di quel fallimento, come raccontato anche da Fox Sport, l’allora CT Gian Piero Ventura fu indicato come l’unico responsabile della mancata qualificazione. Sin da subito, tuttavia, fu evidente come le colpe non potessero essere di un singolo uomo, ma che le stesse fossero di un intero movimento che per anni ha cercato solo alibi e che, negli anni, si è dimostrato incapace di portare in Nazionale dei giovani pronti alla causa. Negli ultimi tempi, tuttavia, l’aria sembra essere finalmente cambiata e sempre più ragazzi riescono a trovare spazio nelle proprie squadre di club, sia in Serie A che in Serie B. Un’inversione di tendenza tanto netta quando fondamentale, che fan ben sperare tutto il popolo azzurro in vista del prossimo Europeo ma anche dei prossimi Mondiali.

Dopo anni che definire difficili è riduttivo, il calcio azzurro inizia finalmente a guardare al futuro con ottimismo. Il gap che ci separa dai top club mondiali è ancora evidente, ma la sensazione è che finalmente qualcosa stia cambiando in meglio.

 

 

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