MOTORI, NUOVA RCA “FAMILIARE”: IN ARRIVO GIOIE O DOLORI?

ROMA – Legge Bersani. Due parole ben note, in senso positivo, a chi acquista un’auto: dal 2006 infatti, quando un nuovo autoveicolo entra in garage, è possibile attivare per esso un’assicurazione acquisendo la classe di merito di un’altra vettura di famiglia. Così facendo si evita, a ogni acquisto, di partire dalla quattordicesima classe, chiaramente più costosa, secondo il meccanismo del bonus-malus. Ora la novità è un’altra, la cosiddetta “Rca familiare”, che prevede una riforma alle classi, con la modifica del Codice delle assicurazioni.

Dovrebbe essere attiva dal 2020 e permetterà di “agganciare” al veicolo familiare con classe più vantaggiosa non solo altre auto, ma anche altre tipologie di mezzi: essenzialmente due ruote, molto diffuse nel nostro Paese. Insomma, prima le classi erano divise per tipologie di veicoli; dal prossimo anno invece tutto rientrerà in una grande classe per ogni famiglia. Più equo per i consumatori, si direbbe a una prima analisi. Ma se si fa qualche conto, c’è qualcosa che non torna.

È bene infatti sentire il contraddittorio: da un lato fra banchi del governo, specialmente dalle fila del Movimento 5 stelle, si esulta in nome di una generica giustizia; d’altro canto le compagnie assicurative hanno presentato le proprie stime e pare che il risparmio per ogni famiglia sarà di circa mille euro, ossia del 50% in media – e fin qui, buona notizia, se non ci fosse un ma dietro l’angolo. Ora, se le assicurazioni riscuoteranno la metà delle attuali entrate è difficile pensare che possano garantire le stesse coperture in vigore oggi, dove gli incassi sono ben più cospicui.

Quindi come si potrebbe uscire da una tale impasse? Pare piuttosto evidente, si rischia – per non dire che è quasi certo – un generale rialzo delle tariffe. E allora dove starebbe il vantaggio?

Alessandro Tonini

 

 

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